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17 ottobre 2010 / raullarsen

Che senso ha una rivoluzione se non la si fa cantando?

L’articolo del congolese Alain Mabanckou su Libération (pubblicato in italiano su Internazionale 868), Indépendence cha cha, ci ricorda una rumba di Grand Kalle, che tutti sentivano, ballavano e cantavano nell’Africa francofona degli anni ’60, la stagione dell’anticolonialismo e dell’independenza.

Eccola qua, illustrata su YouTube con le immagini di Patrice Lumumba, ancora trasmette la gioia e l’orgoglio di 50 anni fa, quando gli africani ebbero la forza di affrontare il colonialismo.

Certo, avere un chitarrista come quel Nico Kasanda aiuta!

 

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2 commenti

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  1. sarasx / Ott 17 2010 8:58 pm

    Infatti io ho una teoria… che una generazione, un momento storico, senza poeti, scrittori, cantautori capaci di narrarlo e di narrarsi avrebbe da riflettere su di qualcosa di un pochino più di rilievo delle donne del premier…
    saluti bloggero internazionale!!

    • samaracroci / Ott 26 2010 12:21 pm

      Saluti Sara! Dai unisciti a noi!!! Ciao! 🙂

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