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17 settembre 2010 / raullarsen

Variazioni Goldberg

La sequenza dei fatti è già nota:

– il giornalista americano Jeffrey Goldberg pubblica sull’Atlantic l’articolo The point of no return (tradotto su Internazionale 861 come Se Israele attacca l’Iran). Il pezzo contiene affermazioni interesanti, come quella attribuita al ministro della difesa israeliano Ehud Barak, chi dice che non è necessario che Iran usi armi atomiche contro Israele, giacché con solo sapere che le possiedono “I nostri giovani possono decidere di andare altrove se non vogliono convivere con la minaccia di un attacco nucleare” scrive Goldberg che disse Barak.
– Fidel Castro lesse l’articolo di Goldberg, e rimase così colpito che invita il giornalista a L’Avana per concederle un’intervista. Secondo Julia Sweig, del Council of Foreign Relations,  “Fidel sta facendo i primi passi per reinvertarsi come anziano statista invece che come capo di stato, sopattutto sul piano internazionale, che per lui è sempre stato una priorità” “E’ solo un inizio, che sta affrontando con l’aiuto di ogni mezzo d’informazione per diffondere le sue opinioni”.
Goldberg e Sweig viaggiano a Cuba, intervistano Fidel, e il primo resoconto pubblicato sul blog di Goldberg contiene un messaggio di Castro a Ahmadinejad, raccomandandole di abbandonare il negazionismo sulla Shoah ed esprimendo la propria ammirazione per il popolo ebreo.
– il secondo resoconto dell’intervista scatena il putiferio: Castro ha detto “Il modello cubano non funziona più per noi”. Sembra che Goldberg è rimasto così “di stucco”  che non riesce a chiedere a Fidel di approfondire l’idea, ma chiese a Julia Sweig di interpretarla. La frase e l’interpretazione vengono pubblicate sull’Atlantic, assieme al resoconto della visita all’acuario, come si può leggere in Internazionale 864.
– Nella presentazione del suo libro La contraofensiva estratégica Castro comenta gli articoli di Goldberg (a partire del minuto 6 di questo filmato). Non nega di aver pronunciato quella frase, ma dice che si è “divertito nel vedere come l’avevano intepretato alla lettera. La mia risposta aveva il significato esattamente contrario di quello che hanno interpretato entrambi i giornalisti americani”. Informa poi che era stato avvertito da amici arabi su Goldberg, segnalato come “il migliore difensore del sionismo”. Ma “Continuo a credere che Goldberg è un grande giornalista,” -dice Fidel- “capace di esporre con amenità ed autorevolezza i propri punti di vista, obbligando al dibattito. Non inventa le frasi, le transferisce e le interpreta.”
– Goldberg pubblica la sua risposta al discorso di Fidel, con un post il cui titolo potremmo tradurre Fidel cerca di arrampicarsi sugli specchi. In sostanza Goldberg si chiede come potrebbe interpretarsi  altrimenti la frase
“Il modello cubano non funziona più per noi”

– Goldberg e Sweig rilasciano una conferenza stampa, dove rivelano che un articolo più esteso sull’intervista a Fidel Castro è in preparazione. Fidel e noi lo attendiamo con moltro interese.
Se è vero che Castro vuole lanciare messaggi al mondo e ad altri leaders  attravverso i media, dovrebbe scegliere con cura i suoi partners. Silvio Berlusconi potrebbe spiegarli che l’argomento “Sono stato frainteso” funziona un paio di volte, dopodiché fa ridere.
Il titolo di questo post si riferisce a questa meraviglia.
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